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sabato 7 novembre 2009

Shunji Iwai 岩井俊二. Sulle speranze, i sogni, le angosce e i problemi sociali del Giappone contemporaneo


Shunji Iwai 岩井俊二 è un regista relativamente giovane, nato nel 1964, i suoi film hanno cominciato a “circolare” e a far discutere agli inizi degli anni ‘90.
Regista molto prolifico con quasi la media di un film l’anno. Nel suo primo periodo di attività creatore di capolavori del cinema internazionale come:










Film ispirati intrisi di poesia, storie di sogni e di speranze dei giovani protagonisti. Narrazioni non prive di ironia, eventi paradossali e risvolti sorprendenti.
Di forte impatto emotivo, questi film amplificano il coinvolgimento dello spettatore che si affeziona alle storie e ai personaggi. Personaggi realistici, con cui è facile immedesimarsi, anche con storie narrate  magiche, sorprendenti, quasi fiabesche e a tratti anche surreali e oniriche.
A parte Love Letter, film più famoso di Iwai, la quale è una storia di un romanticismo esasperato,  mai sdolcinato, narra le vicende di una corrispondenza e di un amore tra presente, passato, il mondo dei morti e il mondo dei vivi. Semplicemente geniale.
Picnic e Swallowtail Butterfly non hanno lieto fine… i personaggi si ritrovano in un mondo, specchio del reale, pieno di ostacoli e pericoli. Attraversano “zone d’ombra” (violenza , povertà, disagi sociali e psichici, emarginazione..) che, come accade nella realtà, li segnano e ne condizionano il percorso. Capolavori cinematografici e rappresentazione di una denuncia implicita di una società schizofrenica che, nonostante l’opulenza, spesso non sa o non vuole curarsi e prendersi la responsabilità dei propri “figli”, soprattutto quando questi appartengono a categorie più deboli ed emarginate.
Quello che si può definire come secondo periodo delle produzioni di Iwai , con i film usciti a partire dalla fine degli anni ‘90 fino al 2004, sono film più maturi, documentaristici, dove il regista affronta direttamente tematiche relative alle problematiche sociali come l’ijime いじめ (bullismo) o la situazione delle donne nel Giappone contemporaneo. Faccio  riferimento rispettivamente a :



Dopo questo periodo il suo ultimo lavoro da  regista è un film  del 2006, Kon Ichikawa Monogatari 市川崑物語,
File:Kon ichikawa story.jpg
è un film tributo a un grande regista del periodo d’oro del cinema Giapponese, Kon Ichikawa 市川 崑, il quale insieme a registi Akira Kurosawa 黒澤 明, Masaki Kobayashi 小林 正樹 e Keisuke Kinoshita 木下 恵介 faceva parte dei famigerati Quattro cavalieri del cinema giapponese. Deceduto nel 2008.Ultimo film girato nel 2oo6. Classe 1915. In questo documentario sulla vita di Ichikawa è esplicitata tutta l’ammirazione e il riconoscimento che Iwai sente per questo grande autore. Verso il finale del film Iwai afferma :
…Dopo un po', avevo capito perché era così amabile. Io derivo dall'uomo seduto di fronte a me (Kon Ichikawa). Da lui avevo imparato così tante cose. E ora lo stavo incontrando. Questo pensiero mi ha fatto venire i brividi.
Film molto accorato e emozionante.
Dopo questo lavoro Iwai è da 3 anni che non gira un film.   Ha partecipato come sceneggiatore alla realizzazione di altri film ma non alla regia. Nel film contenitore New York, I Love You (2009), Iwai ha girato una storia delle 11 presenti.
Tutti i film qui citati non hanno una distribuzione italiana, per i sottotitoli ringrazio il lavoro dello staff e dei fansubber del sito asianworld.it

またね!!

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2 commenti:

Shimazu ha detto...

Non conoscevo questo regista! Molto interessante.
Leggendo a proposito dei figli, mi è venuta fuori una domanda: ma a quale stereotipo corrispondono i moderni genitori giapponesi? Quelli premurosi o quelli strafottenti? La vostra opinione =D?

パオロ ha detto...

è una domanda difficile.. a cui non so proprio rispondere... cmq mi butto sulla seconda: strafottenti.

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